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Monitoraggio Audio Personale

Come "sentirsi bene" sul palco :-)

Il monitoraggio sul palco è una di quelle cose che può rendere un’esibizione live una favola o un incubo.

Ogni musicista che si è esibito dal vivo ha, almeno una volta, avuto a che fare con il problema di “non sentirsi” nel modo giusto, a volte inficiando una performance.

E qui entra in gioco il Monitoraggio Personale, meglio noto come “In Ear Monitor”, letteralmente traducibile in “monitor nell’orecchio“, uno strumento ormai sempre più standard e irrinunciabile, che può creare un’esperienza di ascolto ottimale sul palco, superando molti dei limiti del tradizionale monitoraggio a terra.

Tutti sanno che un monitoraggio ottimale genera molti benefici:

  • qualità audio e volume adeguato
  • limitazione dei feedback (il terribile “fischio”)
  • proteggere le orecchi e le corde vocali (leggi dopo)
  • non interferisce con il mix per il pubblico.

Vediamo come questi risultati sono raggiungibili grazie al monitoraraggio personale


Iniziamo parlando di volumi…

La domanda più comune fatta ai tecnici del suono è: “puoi alzare il mio volume?”

Comprensibile, ma non così semplice come si potrebbe pensare, ovvero non basta alzare uno slider per risolvere un problema.

Ci sono un sacco di cose che limitano quanto si può alzare il volume con i monitor da palco: la potenza dell’amplificatore, la resistenza degli speaker, il gain e i compressori, solo per dirne alcuni…

Poi c’è il rumore sul palco: i cantanti si affidano spesso solo ai monitor da palco, mentre chitarristi, bassisti e tastieristi di solito hanno i propri amplificatori.

E i batteristi? Beh, fanno rumore anche senza amplificazione! 🙂

Queste “guerre del volume” sono comuni, soprattutto quando i musicisti cercano di emergere dal caos acustico sul palco.

Con un sistema di monitoraggio personale, però, ogni artista è isolato dai volumi altrui e dalle cattive acustiche, raggiungendo una qualità di ascolto paragonabile a quella dello studio.

musician singing

Gain & Feedback? Questione di Fisica…

Quando si alza il volume, si può incrementare l’amplificazione e la potenza degli speaker, ma le leggi della fisica restano intatte e pongono limiti precisi.

Il concetto di “gain-prima-del-feedback” si riferisce a quanto si può alzare il volume del microfono prima che arrivi il feedback.

Parliamo di una regolazione che i Fonici conoscono bene e sanno quanto sia delicata e a volte complessa da trattare.

E’ indubbio che il monitoraggio personale aiuta ad isolare, contenere ed eliminare questo problema.

Qualsiasi musicista ha provato la sgradevole esperienza dell’innesco dei microfoni sui monitor di palco a potenze elevate, che non giovano certo all’udito.


Salviamo le orecchie e le corde vocali

Feedback o meno, è ovvio che lunghe esposizioni a suoni ad alto volume può danneggiare l’udito.

Molti artisti usano tappi per proteggersi, ma anche i migliori tappi alterano la risposta in frequenza.

Il monitoraggio personale elimina questo problema, proteggendo le orecchie regolando il volume secondo le proprie esigenze.

Allo stesso tempo, non sentire bene la tua voce nel mix potrebbe forzarti a cantare più forte del necessario, facendo lavorare in modo innaturale e stressante le corde vocali, con tutte le conseguenze negative del caso.

E chi fa della voce il proprio lavoro sa bene che perderla è un problema serio.

Usare un sistema In Ear è un toccasana per la salute delle corde vocali a lungo termine.


Libertà e comodità…

un sistema In Ear è molto più compatto e portatile rispetto a un tradizionale sistema di monitoraggio, senza contare che rimuovere monitor e cavi migliora l’estetica del palco, fondamentale per band che si esibiscono in matrimoni o eventi aziendali.

Con i monitor da palco devi rimanere in una piccola area per sentire bene, con il monitoraggio personale, invece, il suono ti segue ovunque e sarà sempre ottimale sia come qualità che intensità, che, comunque, potrai sempre regolare in autonomia.

L’utilizzo chiaramente varierà molto in base ai generi, all’ambiente etc..etc.. come del resto ogni partita è diverso, chi preferisce il totale isolamento, chi un mix dentro/fuori, chi ancora usa una sola cuffia per il monitor e lascia libero u orecchio per “captare” le reazioni del pubblico.

Insomma, non c’è una vera regola di utilizzo stile “one-fit-all”, ecco perché il monitoraggio personale è una vera rivoluzione per chi si esibisce live, migliorando l’esperienza sul palco per l’artista e regalando un impatto positivo sull’audio per il pubblico.

in ear monitors 22

Quale In-Ear Scegliere?

Beh, qui si apre un vero e proprio “mondo” di prodotti, valutazioni, necessità, idee e…ovviamente… budget.

Però una cosa è ben chiarirla: spesso vedo recensioni di utenti che testano i sistemi In-Ear Wireless senza “dividere” le due parti fondamentali, ovvero il set ricevitore/trasmettitore e la cuffia .

il risultato è che si crea molta confusione, nel senso che se io uso un rx/tx di grande qualità con un cuffia mediocre (ho visto palchi con musicisisti che usavano le cuffie del telefono…) il risultato sarà altrettanto insoddisfacente.

Idem se uso una cuffia ottima con un ricevitore che prende ogni tipo di interferenza: l’esperienza di monitoraggio sarà disastrosa.

Infne, ogni artista è diverso, così come ogni musicista può contare su un budget definito: inutile guardare recensioni su sitemi da 3.000,00 se ne possiamo spendere 500! 😉

Quindi il consiglio è di non seguire le “mode”, e ancora meno le (troppe) pseudo-recensioni che promettono mari e monti con il loro bel link di affiliazione in descrizione…

L’unica strada è testare varie soluzioni possibili per poi trovare quella giusta per te sia in termini di qualità che di ritorno sull’investimento.

Se hai un negozio di strumenti musicali di fiducia , parti da lì.

In caso contrario, grazie agli store online, potrai fare dei test comparativi, scegliendo la soluzione giusta per te, restituendo ciò che invece non ti piace.

Buon ascolto 😉

Marco Forconi

Musicista da sempre, forte background informatico, lavoro nel settore IT/WEB dal 1995. Ho creato il mio primo sito web nel 1999 e dal 2003 mi occupo di Web Marketing e Comunicazione. Dal 2020 Web Project Manager di Esibirsi soc.coop.
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